Il Presidente ha detto:

“Le condizioni più critiche si riscontrano nel Mezzogiorno e tra i giovani. Sono queste le questioni che richiedono di essere poste al centro dell’attenzione politica e sociale, e quindi dell’azione pubblica. L’economia italiana deve crescere di più e meglio che negli ultimi quindici anni: ecco il nostro obbiettivo fondamentale. E perché cresca in modo più sostenuto l’Italia, deve crescere il Mezzogiorno, molto più fortemente il Mezzogiorno. Solo così, crescendo tutta insieme l’Italia, si può dare una risposta ai giovani che s’interrogano sul loro futuro.

C’è una cosa che non ci possiamo permettere: correre il rischio che i giovani si scoraggino, non vedano la possibilità di realizzarsi, di avere un’occupazione e una vita degna nel loro, nel nostro paese. Ci sono nelle nuove generazioni riserve magnifiche di energia, di talento, di volontà : ci credo non retoricamente, ma perché ho visto di persona come si manifestino in concreto quando se ne creino le condizioni.

Ho visto la motivazione, ho visto la passione di giovani, tra i quali molte donne, che quest’anno mi è accaduto di incontrare nei laboratori di ricerca; la motivazione e l’orgoglio dei giovani specializzati che sono il punto di forza di aziende di alta tecnologia ; la passione e l’impegno che si esprimono nelle giovani orchestre concepite e guidate da generosi maestri. E penso alla motivazione e alla qualità dei giovani che si preparano alle selezioni più difficili per entrare in carriere pubbliche come la magistratura. Certo, sono queste le energie giovanili che hanno potuto prendere le strade migliori ; e tante sono purtroppo quelle che ancora si dibattono in una ricerca vana. Ma ho fiducia nell’insieme delle nuove generazioni che stanno crescendo ; a tutti i giovani la società e i poteri pubblici debbono dare delle occasioni, e in primo luogo debbono garantire l’opportunità decisiva di formarsi grazie a un sistema di istruzione più moderno ed efficiente, capace di far emergere i talenti e di premiare il merito.

Più crescita, più sviluppo nel Mezzogiorno, più futuro per i giovani, più equità sociale. Sappiamo che a tal fine ci sono riforme e scelte da non rinviare :…”

da:www.ilquirinale.it

6 comments to Il Presidente ha detto:

  • Caro Signor Presidente, anche per noi l’ obbiettivo principale è quello di aiutare i giovani ” a volare anche contro il vento” e pertanto non possiamo che essere pienamente d’accordo con Lei. A chi di dovere le responsabilità per l’attuazione delle condizioni perchè il Suo appello ed i nostri desideri non rimangano voci che gridano nel deserto.
    Auguri, signor Presidente per un proficuo 2010 ed un arrivederci al 31-12 dell’anno.
    Giulio Cesare Viva – responsabile del sito
    giulio.viva@hotmail.it

  • Il discorso del Presidente Napolitano, pure per ampie parti condivisibile, a
    mio parere è deficitario nel suo nucleo centrale, dove invita la politica a
    cessare la polemica.L’Itaia ha notevoli ritardi rispetto alle maggiori
    democrazie occidentali e se noi eliminiamo anche la polemica, quel polemos che
    l’ha fatta crescere nei rari perodi di slancio, avuti nel secondo dopoguerra,
    avremo perso tutto.I giovani continueranno ad essere narcotizzati come accade
    ormai almeno da almeno quindici anni, sotto l’effetto del berlusconismo.
    Continuo dunque a ritenere che Napolitano continua a sbagliare, dopo la
    vicenda del Lodo Alfano.Rischi di essere ricordato come il peggiore
    presidente della Repubblica.
    Congratulazioni per il sito che ospita discussioni sempre vivaci e di alto spessore
    Con l’augurio di un 2010 posiotivo e fortunato.
    Cordiali saluti
    Fausto Melissano

  • Caro Fausto,
    Il Presidente Napolitano, in apertura del discorso di fine anno, ha esordito con un “a voi che siete in ascolto” piuttosto che con il solito affettuoso “cari italiani”. Questo cambio nominale dei destinatari mi è sembrato poco “rituale” e poco accattivante ma appunto perciò molto significativo ed importante. Nei riti gli atti, i comportamenti e le parole hanno poco di razionale, di veramente sentito e molto di circostanza e si rivolgono alle passioni, ai sentimenti, agli egoismi sia personali che nazionali o di gruppo. Se il messaggio ha havuto un avvio così “irrituale” forse ha avuto origine da un sentire profondo ed angosciato per le sorti dell’Italia e degli Italiani ed il Presidente ha ritenuto necessario rivolgersi ad ascoltatori attenti e non a curiosi. Il discorso è stato profondo, incisivo e sincero; il Presidente, nei modi a lui consentiti, si è interessato della magistratura, dei rappresentanti dello Stato, delle riforme, dei giovani, del mezzogiorno, della revisione della costituzione, del paese diviso, dell’unità della nazione ma anche dei cittadini che hanno bisogno di uno Stato che corrisponda alle loro esigenze. Infine, per concludere, in periodi di crisi il richiamo a moderare la polemica non è morfina ma tentativo per una comprensione razionale dei fatti e per il superamento degli ostacoli alla crescita. A me personalmente il discorso è apparso un richiamo a tutti gli organismi dello Stato a lavorare per costruire e non per distruggere; a proposito dei giovani il Presidente, osservate bene il discorso ed il tono della voce, sembrava avesse un grammo di commozione in più nel sollecitarli a far valere le loro ragioni in patria. Ma questo lo vogliamo anche noi del sito, o mi sbaglio?

  • Tony Polimeno

    Oggi è l’11 gennaio. Solo adesso adesso trovo da commentare le affermazioni del presidente Napolitano alla luce degli accadimenti delle ultime ore. E dico: il Presidente non poteva proferire affermazioni differenti. Corrette. Vigorose. Banali. É giusto, doveroso che il capo dello Stato invii un messaggio di speranza. Sarebbe miope da parte mia se non vi rilevassi un abisso di ipocrisia. Perchè, nei giorni del dopo-Rosarno, penso che il male italiano non sia la mancanza di ottimismo quanto un suo opposto. Non abbiamo ancora imparato a guardarci nello specchio e a dire: “va molto male. Qui bisogna rimboccarsi le maniche”. Energia, volontà… Parla davvero il Presidente dicendo di aver visto l’entusiasmo dei giovani nei laboratori di ricerca? Ed in quali, di grazia? Dove, se ricerca in Italia non se ne fa e non si investe in essa? Quale ottimismo in una nazione in cui i commenti sui fatti di Rosarno cominciano con “non sono razzista ma…” evidenziando la più classica della “excusatio non petita”? Il Sud che deve diventare trainante è lo stesso in cui le assegnazioni delle pensioni di invalidità ed accompagnamento sono, 9 volte su 10, fraudolente fino al disgustoso! A Cutrofiano, Preside, nel nostro paesino – non le racconto niente di nuovo – se non benefici di una pensione o di un sussidio di disoccupazione sei uno sfigato o un poco furbo soggetto allo scherno dei drittoni che invece hanno ottenuto il beneficio. Le persone che chiedono il lavoro in TV spesso vogliono solo lo stipendio, il diritto, ma non vogliono piegarsi all’impegno, il dovere. Non generalizzo ma i servizi di “Striscia” in cui si vedono timbratori di cartellini intenti a farsi i fatti propri durante l’orario di servizio non documentano una sparuta minoranza di comportamenti: ammettiamo, una buona volta, che così fan se non tutti – in tanti e in troppi ci voltiamo dall’altra parte lasciando correre un comportamento di fatto criminoso. A suo tempo lo disse Craxi: “chi non è a conoscenza della situazione (si riferiva al diffuso malcostume delle tangenti, nds) si alzi ed esca dal Parlamento”. Nessuno andò via. Non assolvo Craxi. Non assolvo chi si assuefà al sistema e vi si adatta senza contrastarlo.
    Le istituzioni, espressione dell’identità della Nazione, agiranno bene quando cittadini virtuosi e consapevoli le intepreteranno al meglio. Ma è la coscenza popolare che deve evolversi abbandonando il torpore degradande tra le cui braccia si è assopita.
    Vorrei dire tanto sull’argomento. Mi fermo qui perchè rischerei di risultare difattista contro i miei stessi intenti. Concludo: volare contro il vento è anche questo: tenere gli occhi aperti ed avere il coraggio di dire al conducente che la direzione intrapresa non è quella giusta. Ma senza confronto libero, senza informazione scevra da condizionamenti, il librarsi del pensiero è attività ardua.
    Buon anno di pensiero a tutti.

  • Lele Mastroleo

    Carissimo Tony,ringranziando il Presidente per il giovanile slancio e annotandolo,con estremo entusiasmo,nell’incoraggiamento al sentirsi nessuno escluso”,debbo mio malgrado constatare,per i fatti di cronaca di Rosarno,con inglorioso disappunto,che continuiamo a piangerci addosso.
    Se da un altare la predica è la solita (fatta di respingimenti,di leggi speciali,di sanzioni penali ecc…) come contraltare continuo a vedere una sinistra ( e parlo anche della mia ) sfilacciata che nonostante gli schiaffi elettorali rimane indirizzata dai propri pregiudizi e dalle proprie magnificenze.
    E’ giunta l’ora di ritornare tra queste persone e combattere con loro.
    Gli strumenti ci sono!
    E il sindacato deve tornare a fare il sindacato e i politici locali devono con tutte le loro forze affiancare nelle recriminazioni i manifestanti.
    Iniziamo a raccogliere intorno a questi “esercizi di diritto” le forze migliori del paese,iniziamo a far partecipare anche i ragazzi dei centri sociali e delle sinistre propositive,rifacciamoli tornare in piazza e per le strade a dare una mano d’aiuto a chi ne abbisogna.
    Gli strumenti ci sono!!!
    Noi qui a Perugia nel nostro piccolo abbiamo istituito una cooperativa a programma con la presenza del 85% di ragazzi extracomunitari che lavorano a stretto contatto con padri di famiglia indigeni volenterosi e per bene.
    Gli strumenti ci sono!
    L’importante è che tutti si sentano profondamente inclusi!
    (Scusatemi l’età…)

  • pGet all of your receipts tohegter documenting what you did, get copies of the letters you sent demanding money back, documentation of who you called and who you talked to to get your money back, etc. Get copies of that case to prove he’s a crook./p

Leave a Reply

  

  

  

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>