Paese mio

 

 

Paese mio, se vengo a trovarti,

nei giorni felici contento tu sei;

mostri orgoglioso il nuovo quartiere,

le  ville lussuose, le strade asfaltate.

Della chiesa mi parli e del castello,

delle strade sassose, del vecchio macello;

spazi preziosi ma molto avvincenti

per bimbi forniti di vili strumenti.

Le corse, le urla del tempo che fu,

l’antica fontana che sembra morir…

ricordano l’amico che ora non c’è più.

Ma il rombo potente di chiuso motor

dice che è bello andare a ritroso

quando i ricordi dal tempo sopiti

ritornano alla mente per dare vigor.

 

(APRILE ’80)

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