Il Plusvalore oggi

Il vecchio Marx aveva definito”plus valore” la parte del salario che il capitalista dell’Ottocento non corrispondeva all’operaio per il lavoro svolto. Questo lavoro svolto e non pagato stava alla base di ogni arricchimento. Erano legittime, pertanto, le lotte dei lavoratori per  una ricostruzione sociale basata sulla riconquista di quanto era stato loro ingiustamente sottratto  nel tempo. Era giusta la lotta di classe per riequilibrare i rapporti sociali e politici i quali, per  l’amico Hengels, da nessuna  ideologia potevano essere modificati. Da ciò la giustificazione della lotta e della rivoluzione.

Per conservando intatta tutta la loro validità, mi viene spontaneo di fare alcune osservazioni su come vanno, in proposito, le cose all’inizio degli anni duemila.

Innanzi tutto  la  società  dei nostri giorni mostra chiari segni di nuovi squilibri tra le genti  in relazione alla libertà   alla uguaglianza.  Della questione aperta dallo spostamento di masse affamate alla ricerca di lavoro e benessere e delle connesse  dinamiche sociali parleremo in altra occasione; adesso mi viene da osservare un certo tipo di “plus valore”, tipico dei nostri tempi e luoghi, e che spesso avvelena i rapporti sociali. Si tratta del “plus  valore” diffuso tra la burocrazia dello stato, della  sanità, delle regioni, degli Enti locali, della giustizia, della polizia e di tutte le altre amministrazioni della cosa pubblica  e che consiste  in  ciò che viene incamerato – fuori busta – dai dipendenti  pubblici che spacciano le prestazioni dovute per l’ufficio ricoperto come elargizione di un favore personale.  Ricevono per questo “contribuzioni ,  mance o altro” a secondo i casi,  ed impinguano così le loro  tasche mentre alleggeriscono quelle  degli utenti che diventano clienti senza alcuna  dignità. Basta recarsi in un qualsiasi giorno di ricevimento presso un pubblico ufficio dello stato (si, scritto proprio con la P minuscola)  per rendersi conto della cosa. Si nota che un’ identica posizione lavorativa a pari stipendio, rende il doppio o il triplo a secondo  se il posto è occupato in questo o in altro ufficio.  Funzionari “cordiali ma scorretti” favoriscano questo al posto di quello in cambio di riconoscenza o ricompense di vario genere ma che sono sempre proporzionali al favore ricevuto. Queste nicchie di “plus valore” sono coccolate dai politici di turno che le sfruttano assegnandole a scudieri di partito o a stretti collaboratori.  Il politico che si azzardasse a mettere mani per risolvere  tali  questioni, rimarrebbe privo amici ai quali  rivolgersi per la raccolta dei voti e avrebbe  la  carriera politica stroncata .

Almeno il Ministro Brunetta ha cercato di intraprendere in proposito, qualche iniziativa  richiamandosi al merito ma è proprio strano che  l’opposizione più feroce alle sue affermazioni, sia partita dalla sinistra libertaria ed egalitaria e che, ancora una volta, ha  lasciato libere le mani del burocrate che ruba al disgraziato  parte della pensione sociale. Sia alla Camera che al Senato ha perso tempo dietro a questioni di scarso impatto sulla realtà quotidiana rincorrendo con dubbie campagne di corretta legalità la decapitazione della maggioranza politica piuttosto che battere con decisione le strade per l’acquisizione di consensi democratici e legali.

Tanto per concludere, se  i “favori” che si fanno agli amici degli amici , sono il collante per consorterie di dubbia moralità; se il “capitale sociale”, teorizzato da alcuni economisti  attuali, è un altro tipo di  collante adatto a chi occupa posti di potere e responsabilità  all’interno  di determinate caste , perché la sinistra, con miopia politica, non ha capito che, pur conservando al parlamento una impostazione di reale bipartitismo, un referendum per ridare voce ai cittadini attraverso un ritorno al voto di preferenza sarebbe stato un utile collante per tutte le coscienze di sinistra sinistre rendendole  più partecipi  e più responsabili alla vita della nazione e liberandole dall’abilità politica dell’avversario che sembra  colpire sempre d’anticipo, anche nelle piccole cose, costringendo gli altri a giocare di rimessa? La forza delle sinistre è sempre stata nelle masse e compito del socialismo è quello di dare forza e coraggio ai diseredati, a chi subisce i danni del capitale, a chi è considerato disuguale, a chi subisce poteri feudali, a chi è impedito nei  suoi fervori religiosi, a chi odia la guerra o l’accetta solo come  “extrema ratio” .

Se ho detto  qualcosa che non è di sinistra, fatemelo sapere.

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