Due anni dopo

Il 6 novembre 2011 il blog compirà  due anni e si avvierà a rimanere in rete per altri cinque.

Il sottoscritto, durante un periodo di permanenza  a Ginevra,  in una giornata nella quale, non sapendo che fare, stava mettendo in versi le sue emozioni  (vedi in proposito: Autunno a Ginevra),  quando era in pensione già da un anno e stentava ad abituarsi a ritmi di vita diversi, alla monotonia dei giorni che sembrava non finissero mai, all’assenza di pensieri per il giorno dopo, o per la settimana successiva o per i mesi e anni avvenire, decise di attivarsi per utilizzare il tempo che gli restava libero dopo il giardinaggio e dopo l’espletamento di altre piccole  faccende familiari. Il ridare ordine  ai libri che erano stati oggetto degli studi giovanili,  dei  passatempi e degli interessi socio-politici sembro’ un utile espediente ma le carte relative al passato  professionale, i sudati volumi  ingialliti e spiegazzati e annotati all’interno, stuzzicarono  i suoi ricordi ed il desiderio di riaprirli e di rileggerli. Voleva, quasi preso da un improvviso raptus,  verificare subito se, nella sua vita,  cio’ che aveva appreso fosse stato  messo in pratica oppure  fosse stato  messo da parte. Le sorprese della rilettura, dopo oltre quaranta anni, lo spingevano, di volta in volta, verso rinnovate ricerche di spiegazioni. In ogni pagina trovava una parte di se stesso, dei suoi studi rabbiosi o dei suoi amori (vedi in proposito vari articoli già pubblicati e datati); rivedeva le decisioni che aveva preso con tranquillità e quelle che gli erano costate rinunce e dissapori con i suoi  genitori o con i suoi insegnanti ma anche  quelle che, a distanza di tanti anni,  erano state  la diretta conseguenza della comprensione di parenti ed educatori fini e  sensibili. Ricordava, tra questi,  la sua nonnina che,  recitandogli alcuni versi della Divina Commedia, lo invogliava, piu’ che mai,  ad ascoltare  le incomprensibili spiegazioni del dotto docente di italiano che, improvvisamente, si accorse di avere un altro  bravo alunno.  Andando avanti  nel mettere ordine alle proprie cose, ogni volume,  ogni pagina si rivelava uno scrigno di memorie:  emergevano amici, conoscenti, fatti e misfatti della gioventu’, i momenti felici di marito e di padre ed infine quelli di nonno e pensionato. A questo punto giunse la decisione per un nuovo preciso impegno: cosa dare ai giovani per renderli capaci di affrontare le difficoltà della loro vita che senza dubbio risultava piu’ carica di incognite e difficoltà  di quanto non fosse stata quella dei  tempi passati?

Decise di rivolgersi a loro abbandonando  ogni atteggiamento professorale  e  di narrare,  come guardandola riflessa in uno specchio, la sua anima, i  sentimenti ed i  ragionamenti che, tra luci ed ombre, la caratterizzavano,  nella speranza di far trovare, in chi aveva orecchie per sentire e volontà di capire, le vie da seguire per comprendere almeno parte della  verità che pur nel mondo dovrebbe certamente esserci.

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