Scuola e cultura digitale

L’ITALIA
CON TANTI IGNORANTI DI DIGITALE E LINGUE STRANIERE
 Pubblicato il 31 dicembre 2011

EDITORIALE (di Giuseppe PACE)  pubblicato su “Caserta 24 ore”

Una recente visita a Ginevra ha fatto osservare, a chi scrive, l’altissima
percentuale di persone che parlano almeno 3 lingue e usano il computer per
visionare le offerte di lavoro, comunicare e spedire la posta elettronica
certificata. Analogamente avviene in Belgio,in Germania, in Olanda, ecc., ma
non in Italia. Al tempo di Roma antica avevamo tante persone colte, scrittori
illustri, ed eravamo i primi nell’uso della lingua latina del mondo allora
conosciuto, ma dopo ed oggi? Solo il 14% della popolazione adulta (peggio di
noi solo Turchia e Brasile) ha un titolo universitario e il 20% chi rientra
nella fascia d’età compresa tra i 25 e i 34 anni. La media Ocse è sul 37%, ciò
significa che l’Italia è al 34esimo posto su 37 Paesi considerati. In tutto
questo forse però essere laureato in Italia ci fa ancora sperare in possibilità
di “carriera”, rispetto alla media Ocse: se non ci fosse la sostituzione del
curriculum con la raccomandazione. È pur vero infatti che il tasso di
occupazione è più basso e (79% contro 84%) ma è di 28 punti più alto rispetto a
chi non ha concluso la scuola superiore. Un laureato può guadagnare oltre
200mila dollari in più rispetto a un diplomato e su questo siamo tra i primi
posti della classifica Ocse (meglio di noi solo i portoghesi e gli americani).
L’istruzione degli italiani è in caduta libera, ormai da diversi lustri. Eppure
gli studenti italiani passano sui banchi scolastici un numero maggiore di ore
rispetto ai compagni europei, che di sabato fanno festa: una media di 8.316 ore
per le scuole elementari e medie contro le 6.732 ore della media Ocse. Una
competizione del privato col pubblico è salutare alla crescita culturale e non
solo burocratica di molti licei statali e di brutte copie da parte di più di
qualche liceo non statale, a volte guidato da preti supertitolati e anche là, i
genitori hanno poca voce in capitolo. Il capitolo era la sede titolata dei
monasteri e se un monaco non aveva voce in capitolo era meno importante. Non è
mirabile il quadro che emerge dal rapporto sull’educazione scolastica
pubblicato dall’Ocse, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo
economico. Il rapporto assegna all’Italia il 29° posto, su 34 Paesi europei,
per gli investimenti nell’istruzione: alla scuola italiana va il 4,8% del Pil
contro una media Ocse del 6,1%. Diplomati e laureati sono molto meno della
media Ocse, la media per l’Italia è rispettivamente del 70,3% e 79% mentre
quella Ocse dell’81% e 84%. A fronte di ciò, per ogni studente l’Italia spende
molto: 8.200 dollari per la scuola dell’infanzia e 9.600 per l’università,
mentre la media Ocse è di 6.200 per la scuola dell’infanzia e di 13.700 per
l’università, che attirano solo un esiguo 1,8% di studenti stranieri. L’Ocse
effettua studi economici per i paesi membri, paesi sviluppati aventi in comune
un sistema di governo di tipo democratico ed un’economia di mercato. Il
Rapporto Ocse sull’analfabetismo digitale indica: metà degli italiani non usa
il computer, con % in salita se si osservano gli ultra quarantacinquenni.
Italiani popolo di santi, navigatorie, bisogna aggiungere all’Eur, di
analfabeti digitali e di lingue straniere. Il rapporto dell’Ocse sull’Italia è
impietoso: 50% non possiede neanche un computer e per chi ce l’ha il suo
utilizzo è spesso limitatissimo e anche sbagliato. Anche se le cifre che
riguardano gli analfabeti totali sono in calo (circa 782.000 persone ancora non
sanno né leggere né scrivere, senza stimare il diffuso analfabetismo di ritorno)
l’Italia vanta eccessive % di ignoranti digitali. A salvare la media sono i
giovanissimi, cresciuti ormai con l’informatica, ma è la fascia degli over 45 a
destare preoccupazione. Il rischio infatti è una informatizzazione veloce delle
nuove leve che potrebbero portare a breve ad un gap generazionale pericoloso.
La PP.AA. (Pubblica Amministrazione) è affetta dal virus della superficialità e
del contrasto al merito e all’ innovazione? Studi di settore dicono che la PP.
AA. centrale è più efficiente e illuminata di quella provinciale e periferica.
Eppure siamo nell’epoca digitale, e non ce ne accorgiamo? Da almeno 15 anni a
questa parte quelle che erano Tecnologie dell’Informazione sono ormai
conosciute con l’estensione “e della Comunicazione”. Ma in Italia sorgono
movimenti che spingono verso il medievo culturale, come la Lega Nord che avvisa
i suoi elettori di essere stanca a mantenere l’Italia e invoca l’indipendenza
della fantomatica Padania. Nelle scuole del settentrione cosa si fa per
arginare il ritorno al medievo culturale, se questo partito vanta molti tecnici
e anche qualche laureato o ignorante di ritorno? Si è riusciti a dominare la
tecnologia con la formazione e trasformare il quasi elettrodomestico computer
da semplice calcolatore a efficace strumento di comunicazione e di interazione
comunicativa e spesso interattiva? L’ignoranza digitale tutta italiana è grave.
Maggioranza ed opposizione, governi e minoranze hanno inesistenti piani di
comunicazione, nonostante buoni propositi di commissioni e gruppi di lavoro
preposti, surrogati da quella semplice osservanza delle disposizioni
obbligatorie del CAD che fa sentire le amministrazioni locali con la coscienza
a posto solo per aver predisposto dei fantomatici: albo pretorio e PEC. La
posta elettronica è rapida, fa risparmiare tempo e carta, neutralizza molte
incomprensioni telefoniche e tempi lunghi di epistole postali con risparmio
anche di spese: quasi inutili o burocratiche. L’Italia è ancora fanalino di
coda per la tecnologia digitale e per la conoscenza delle lingue straniere.
Delle 3 i programmatiche dell’ex Governo, non è rimasta orma significativa, a
parte la lavagna digitale che stenta a decollare. La sottrazione di 800 milioni
di euro, dimostra la volontà dei nostri politici. Nonostante siano i più
piccoli quelli dove internet e le nuove tecnologie trovano maggiore spazio,
spesso più a casa che a scuola, le innovazioni introdotte pare che siano per un
istruzione orientata verso modelli quasi medievali e in direzione opposta alla
modernità. La burocrazia in Italia assorbe 1,5% del PIL, quasi quanto l’attuale
pesante manovra del Governo di Tecnici con lacrime femminili. Manca nel nostro
Stato sufficiente modernità che ci consideri cittadino e non suddito. Il
burocratismo nella PP.AA. si riflette anche nel sistema scolastico italiano con
eccessi e con pieghe dove si nascondono i tuttologi e i furbetti nullafacenti,
che sono refrattari ai diritti dell’utenza in formazione e della cultura da
trasmettere ed elaborare in modo obiettivo e razionale, non ideologizzato da
padanie surreali e con i fumi delle locali osterie.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1 comment to Scuola e cultura digitale

  • L’ ARTICOLO E’ STATO PUBBLICATO IL 31/12/2011 SU: “CASERTA 24 ORE” – IL MEZZOGIORNO -QUOTIDIANO DI TERRA DI LAVORO a firma di G. PACE

    L’autore, docente di scienze, ha prestato per anni servizio, per mandato del nostro Ministero della Pubblica Istruzione, in Romania.
    E’ stato da me conosciuto, ed apprezzato, quando io dirigevo l’I.T.C. “M.Laporta” di Galatina, nel corso di uno scambio culturale tra una classe del mio istituto ed una classe del liceo rumeno di Timisoara. In quella circostanza i nostri alunni ricambiavano l’ospitalità avuta nel corso di un viaggio di studio organizzato a Timisoara. Il prof. Pace, era nato a Padova ( se ricordo bene) ed era molto entusiasta di aver avuto la possibilità di scendere sino al tacco d’Italia. Altrettanto contenti e curiosi erano la Dirigente, le alunne e gli alunni rumeni. La Romania era sul punto di entrare a far parte dell’Unione europea e l’interesse per tali scambi culturali era molto sentito. Ora il professore, spesso a Ginevra come il sottoscritto, è stato da me “pescato” come autore dell’articolo riportato. Avrà pertanto una gradita sorpresanel rileggersi ed io ne approfitto per inviargli i miei auguri di BUON ANNO 2012 sperando di incontrarlo a Ginevra nel corso delle nostre frequenti vacanze da pensionati in visita ai figli lontani ed ai nipotini. Auguri Giuseppe ed invia a questo blog altri tuoi interventi . A presto Giulio Cesare Viva – Direttore responsabile del sito www:giuliocesareviva.it

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