La questione sociale oggi. E domani?

La contestazione dei modelli di sviluppo, di consumo, di produzione e di informazione è diventata, oggi, solo ed esclusivamente appannaggio di alcuni personaggi che hanno la possibilità di esprimere le loro opinioni da particolari posizioni di visibilità consentite dai mass media. Tali posizioni sono, in realtà, concesse a esponenti del potere economico o politico o di informazione. Questi “predicatori”, ad osservar bene, fanno parte di quel mondo che detiene il monopolio del potere e della ricchezza e si rivolgono, dal piedistallo in cui si collocano, agli umili ascoltatori che non hanno alcuna visibilità né rappresentanza. In altre parole avviene che chi ha una visibilità enorme si rivolge a masse incommensurabili di sconosciute persone o, per dirla diversamente, individui lontani dal quotidiano sacrificio del vivere spiegano, di questi tempi, a chi ha fatto sempre sacrifici, che è giunto il tempo di stringere ancora la cinghia dei pantaloni.
Il clima di questi giorni sembra determinato dalla concorde volontà dell’Europa di uscire dalla crisi. A me sembra che questa concordia sia orientata soprattutto a raddrizzare i sistema finanziario (europeo e mondiale) scombussolato da volatili profitti accumulati da pochi con strategie e tattiche discutibili. Da queste strategie e tattiche sono stati sempre assenti comportamenti equi e solidali nei confronti di popoli che non riuscivano a rimanere o a inserirsi nel sistema e che quindi, di anno in anno, hanno subito i riflessi negativi di una crisi strisciante e forse sopraggiunta improvvisamente. Ora gli Stati più ricchi, come i Gracchi di romana memoria, cercano di convincere le nuove plebi degli Stati in difficoltà, a collaborare per la ripresa. E’ quanto sta avvenendo in Italia ora.
A proposito un mio timido e personale parere da plebeo inascoltato: la questione sociale oggi non si risolve sanando i contrasti di potere tra gruppi organizzati ma badando anche a risolvere le necessità e le difficoltà quotidiane della gente che ora non riesce a far valere i propri bisogni. Se questa gente da un giorno all’altro dovesse trovare il suo ”salvatore” di turno, le inascoltate ragioni, diverrebbero motivo di rottura di quella pace sociale a parole, oggi, tanta ricercata.

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