PUBBLICHE NECESSITA’ E PRIVATI INTERESSI

Un tempo la gestione della “res pubblica” era affidata a cittadini di indiscusso valore morale e di sicura capacità amministrativa. Il popolo di allora era, di solito, passivo osservatore degli avvenimenti che, pure di rimbalzo, lo interessavano; il territorio nel quale si trovavano era proprietà personale del re o del principe che, nel corso della loro vita, lo potevano cedere come dote al figlio o alla figlia per formare un altro picoolo regno o per igrandire il regno del genero. Potevano suddividerlo tra più figli, ingrandirlo con fortunate guerre tra vicini o ridurlo e annullarlo in caso di sfortunato scontro.
Ai nostri giorni lo Stato ed il suo territorio non sono più considerati patrimonio del Re nè tanto meno di chi governa perchè eletto; sono un bene indivisibile di tutti i cittadini i quali, con elezioni più o meno libere, affidano a determinate persone, scelte di volta in volta, la gestione e la cura. In Italia, dopo la seconda guerra mondiale, le elezioni sono avvenute, attraverso la suddivisione del territorio in collegi elettorali, per suffragio universale e diretto. In base alle norme della suddetta legge, ogni lista aveva diritto, alla camera ed al senato, ad un numero di seggi proporzionale ai voti ottenuti; seggi che venivano attribuiti a coloro che riportavano il maggior numero di preferenze indipendentemente dalla posizione occupata nella lista. Nelle ultime elezioni questa legge elettorale era stata sostituita con un’altra legge chiamata “porcellum” e che conservava un certa proporzionalità rispetto ai voti ottenuti ma prevedeva premi alla lista, o alla coalizione di liste, che avesse preso più voti. Erano escluse dal parlamento e del senato le liste che non avessero raggiunto la percentuale minima del 4%. Ciliegina del “Porcellum” erano le liste bloccate. Si trattava di questo: se i risultati davano ad un partito dieci seggi, questi non erano attribuiti in base alle preferenze da ciascuno ricevute ma in base all’ordine di collocazione nella lista. Poteva essere così eletto un candidato solo perchè si trovava al quinto posto pur avendo avuto meno preferenze di quanti altri stavano con lui in lista. Era una modifica apportata con l’intenzione di dare stabilità ai governi italiani i quali, nelle precedenti ultime legislature, non avevano brillato per continuità ed efficienza.
Quest’anno, nonostante un referendum che chiedeva la sostituzione del “porcellum”, il Parlamento, dopo un anno intero di chiacchere, ha aumentato la percentuale dei voti necessaria per avere la rappresentanza alla camera portandola al 5% e lasciando immutato il resto: liste bloccate come prima con l’unico accattivante aggiornamento è stato quello di escludere i più vecchi e gli inquisiti. Si è trattato solo di modifiche parziali perchè continuavano ad escludere i votanti dal diritto di scegliere i loro rappresentanti. Le liste erano il risultato di operazioni sotterranee comuni e concordate tra tutte le oligarchie dei partiti per mettere ai primi posti chi doveva essere prioritariamente eletto per continuare a conservare, così, il diritto di fare il bello ed il cattivo tempo in Italia ed agli Italiani che si ritroveranno costretti a votare senza scegliere gli stessi padroni di sempre…… a meno che gli elettori non si accorgano del trucco ed accadano eventi straordinari ed imprevisti tali da mettere in discussione, sin dalle fasi, l’assetto costituzionale del paese Italia..
Nella recente tornata elettorale ha preso l’avvio una campagna elettorale sapientemente organizzata da politici e affaristi. In altre parole c’e il fatto che, come avviene in tutto il resto del mondo, chi conquista una pubblica carica per “sponsorizzazione ricevuta” appena eletto si sente in obbligo di rimborsare il finanziatore favorendolo in attività lucrose. Io non mi scandalizzo tanto per questi scambi, perchè ritengo giusto, per esempio, che i lavoratori votino per quel candidato che ha dimostrato interesse per la loro situazione lavorativa nè mi meraviglio se un industriale mostra attenzione ed interesse per un parlamentare dal quale ha avuto l’appoggio per sviluppare la propria impresa migliorandone la competitività e, di conseguenza, il reddito e la presenza sul mercato con vantaggi per l’economia del paese e l’occupazione in genere. I partiti, un tempo, erano questo: collettori di esigenze particolari da tenere presenti al momento della formulazione dei provvedimenti legislativi. Ora sono scomparsi, si sono liquefatti e dispersi in tanti rivoli. (Vedi in proposito, su questo stesso sito, il precedente mio articolo: Il socialismo oggi, relativo allo spappolamento dei partiti e nella presenza delle loro vecchie ideologie un po’ ovunque, anche in gruppi tradizionalmente in perenne contrasto) . Quello che mi dà enorme fastidio, ora, non è il legame, necessario e lecito legame che deve esserci tra governanti e cittadini, quanto il fatto che tale legame sia inquinato da personali interessi e si svolga all’ombra di trattative nascoste, poco chiare. Se poi il politico, eletto con i voti dei lavoratori, si concede al capitalismo dell’impresario e se la speculazione finanziaria continua allora l’eventuale intervento della giustizia, che è chiamata a decidere su questioni è bene che intervenga anche se a volte, con le lungaggini che le sono proprie, con le archiviazioni interessate, con i processi a tempo, non è in grado di condurre a serena conclusione complicate e strumentalizzate vicende. Nuove leggi per un corretto rapporto tra capitale e lavoro si impongono perchè l’Italia è andata avanti e non può più essere governata come cento anni fa. E’ come se si continuasse a condannare severamente solo l’adulterio della moglie e non anche il tradimento del marito.
Le votazioni che si stanno concludendo ora mentre scrivo, spero diano un risultato tale da far prevalere lo spirito dei giovani sui vecchi bizantinismi ed il prevalere della politica del fare a quella del volere senza .A risentirci tra qualche giorno.

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