La politica governerà l’economia o sarà l’economia a governare la politica

LA POLITICA GOVERNERA’ L’ECONOMIA OPPURE

SARA’ L’ECONOMIA A GOVERNARE LA POLITICA?

 

A proposito dell’elezione del presidente della repubblica avvenuta giorni fa, mi si è dato il caso di ascoltare in paese le opinioni di “amici vicini e lontani” dai miei convincimenti politici e sono rimasto colpito non tanto dalle loro idee, che già in parte conoscevo, quanto dalla confusione esistente a giustificazione delle stesse e dall’uso che s e ne faceva dei servizi della televisione o della lettura dei giornali. Mi sorprendeva la ripetuta citazione dei soliti personaggi la quale mi costringeva a ripensare ai classici errori di valutazione che al momento delle elezioni coinvolgevano gli elettori su chi votare. Consideravo le astensioni che si erano avute nella scorsa tornata e che, secondo me, sarebbero certamente aumentate per la mancanza di “idee chiare e distinte” (come diceva Cartesio)e quindi decise a sopportare ogni scelta fatta da altri. Salvo pastrocchi delle ultime ore per garantire l’apporto di qualche gruppo ad uno o ad un altro schieramento, io ritengo tale evento di prossima scadenza e favorito dalla volontà degli italiani che non hanno convincimenti validi.

I giochi della politica sono evidenti: ii gruppi usciti dalla scorsa tornata elettorale, non son d’accordo su nulla ma si danno tutti da fare per rimanere in carica il tempo necessario a garantirsi tutte le indennità che l’opinione pubblica, ormai con certezza, ritiene spropositate rispetto al lavoro svolto. Ma c’è di più. L’esperienza della scorsa tornata elettorale dice loro che, chi tanto aveva parlato e creduto di avere in mano le chiavi dell’apparato legislativo ed elettorale italiano, chi credeva di essere il leader indiscusso di un determinato schieramento politico, era stato senza appello, bocciato. Questo pericolo sta assillando ora molti altri i quali, per non fare la fine dei loro “stimati” colleghi della passata tornata elettorale, si stanno adoperando da anni per mettere in atto una nuova legge elettorale che eviti lo spiacevole pericolo della mancata rielezione. Fino ad ora non hanno trovato accordi validi in grado da ingannare gli elettori ma, il male peggiore è quello di non essere riusciti a comprendere come governare le esigenze delle famiglie degli italiani e l’economia degli italiani. Non hanno capito e continuano a non capire che non è l’economia che deve governare le genti ma è la politica che deve governare l’economia per farla venire incontro alle necessità dei governati.Quando questi rapporti si capovolgono i legislatori sono ad esclusivo uso dell’economia, dalla quale vengono pagati e sostenuti. Con i governi tecnici si rischia molto se viene meno ai politici la sincera e primaria visione della necessità delle persone comuni e poi quella delle grandi imprese, soprattutto di quelle che operano in regime di monopolio.

Allontanandomi da questi cattivi pensieri provo, al momento, un certo conforto nel fatto che il Presidente delle Repubblica, sia un siciliano, cioè un uomo del Sud e perciò meno sensibile alle esigenze dell’economia finalizzata, per anni, ad accrescere il benessere del Nord. Non sono però della convinzione del mio caro compaesano che l’altra sera mi diceva: “Adesso’, noi del Sud, dobbiamo essere contenti perché un meridionale ha conquistato Montecitorio” .Il mio amico era certamente sprovvisto di cultura ma, da emigrante, da buon conoscitore della fatica degli uomini ed in particolare di quella della sua famiglia, non mancava di essere in possesso di quella sensibilità storica che quasi tutti i meridionali hanno: quella di appartenere ad un mondo minore pur se nelle loro case hanno sul comò le foto dei familiari morti nelle guerre per fare l’Italia. Riflettendo sulla sua osservazione che forse un presidente siciliano sarebbe stato un aiuto al Mezzogiorno, subito dopo mi convinsi che non era tempo di fare i nostalgici né bisognava stare in apprensione per avere un figlio o una figlia che vivevano in terre lontane, né bisognava chiudere le frontiere nazionali ai disperati che cercavano di sfuggire alla fame. Anche questi ultimi fatti sono situazioni che, caso per caso, la politica deve prendere in considerazione che un uomo, nero o giallo o bianco che sia un cuore o un’anima che lo sorregge e guida.

Leave a Reply

  

  

  

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>