La rinascita del Mezzogiorno

    Stiamo vivendo giorni convulsi. In Italia, alle preoccupazioni economiche che da alcuni anni si addensano sulle famiglie, negli ultimi tempi si è aggiunta la paura per l’attività della politica i cui responsabili discutono, si diversificano o si intruppano alla ricerca delle maggioranze necessarie per far prevalere personali punti di vista o tattiche di partito ma  non hanno tempo per prendere in considerazione le necessità della gente comune, dei i giovani che non trovano lavoro o lo perdono, dei  pensionati sociali che appena appena riescono a sfamarsi, dei vecchi che hanno bisogno di quell’assistenza  che i figli che lavorano all’estero non possono assicurare. La confusione cresce ancora quando non sono rispettate le promesse elettorali di dare una maggiore efficienza alle imprese, di consentire una giustizia efficace e pronta, o per snellire i pesi della burocrazia che ritarda e ostacola con cavilli il cittadino che ha bisogno dei pubblici servizi. In ogni confronto con il resto dell’Europa siamo quasi sempre perdenti. Anche  l’elezione odierna del Presidente della Repubblica, per come è avvenuta  con l’espressione o la negazione del voto da parte dei vari gruppi non sembra lontana da questa logica: ogni gruppo, secondo il mio punto di vista, ha pensato di risolvere prima i suoi problemi interni  e poi a partecipare con consapevolezza e responsabilità all’elezione del Presidente. Speriamo che il nuovo Presidente della Repubblica, eletto poco fa, da esperto di cose parlamentari quale lui è, si terrà lontano dalla figura  satirica del “Re Travicello” di Giuseppe  Giusti che, circa centocinquanta anni fa, nella sua  famosa poesia così scrisse: “Tacete, tacete:/lasciate il reame,/o bestie che siete/ a un Re di legname./Non tira a pelare/vi lascia cantare/non apre macello/ un Re Travicello.” Nel nostro benedetto paese da qualche anno è assente ogni discorso sui valori che debbono stare alla base delle azioni degli uomini. Mi sembra, purtroppo, che oggi, una stessa azione, possa diventare buona o cattiva a seconda dei punti di vista. Stiamo tornando all’antico quando vi erano alcune idee da seguire e altre idee da perseguitare?  Che brutte storie mi fanno ricordare questi concetti e quali orrori commessi dalle intolleranze! Le TV pubbliche, per alcuni giorni, hanno insistito con servizi ripetuti su truci vicende di intolleranza religiosa proprio nei giorni in cui l’Occidente  celebrava l’olocausto. Sarà stato certamente opportuno ricordare tali abominevoli episodi contro gli Ebrei, ma possibile che nessuno si sia ricordato del discorso che il 29 gennaio del 1961, Kennedy fece appena dopo la sua elezione, a Presidente ?  Allora non parlò della grande potenza degli Stati Uniti, ma si soffermò sulle sperequazioni sociali, sulla questione razziale, parlò della “nuova frontiera” delle libertà, del benessere, dell’uguaglianza e poi…fu ucciso nel novembre 1963, sette mesi dopo l’11 aprile del 1963, quando il nostro Papa Giovanni XXIII aveva  diffuso l’enciclica “Pacem in terris” in cui  discuteva sui principi etici per un sistema politico giusto  Molti politicanti e molti chiacchieroni della TV forse farebbero bene a ricordare  più spesso a  anche questi personaggi campioni della pace .Ma lasciamo da parte certi pensieri che fanno inorridire e torniamo al quotidiano.  Si è strombazzata ad ogni piè sospinto la decisione dell’attribuzione, ai pensionati con basso reddito, di un assegno mensile di ottanta euro come un’iniezione di speranza per un futuro migliore. Giustissimo provvedimento. Il Governo centrale però,  come se si fosse ravveduto di un errore fatto, ai comuni, quando ha dato i finanziamenti dovuti,  più o meno, ha detto anche questo “Il contributo che io ho dato ai vostri pensionati va compensato, in tutto o in parte, con l’aumento  tasse sulla casa, sull’energia, sul gas, sulla sanità, sulla nettezza urbana, sui terreni agricoli, sui trasporti  sulla sanità, sulla scuola pubblica “ Mai nessun governo che era stato magnanimo nelle elargizioni , aveva immediatamente dopo insistito tanto  sulle modalità da adottare per far pagare le tasse a tutti. E va bene finalmente, secondo me, la responsabilizzare di chiunque sia tenuto alla raccolta del pubblico denaro per evitare gli errori di sempre, le piccole evasioni di comodo o gli sconti per errori materiali ai galoppini politici; è  il momento che lo Stato Italiano si svegli dal sonno fiscale non solo riguardo agli umili ma osservi e controlli anche  le “zone franche” di certe imprese, di certe istituzioni, di certi enti di beneficienza e di culto. Dante diceva:” Le vie dell’Inferno sono lastricate da buone intenzioni” Io dico:” Le vie dell’evasione partono dalla terra e conducono nei Paradisi fiscali”  E penso subito alle povere  imprese che in Italia chiudono perché, sopraffatte dalla concorrenza sleale, fanno venir meno il lavoro e aumentare la disoccupazione e la fuga all’estero dei giovani; alla vita impossibile dei pensionati, alla giustizia che non gira, alla sanità pubblica che spende e spande e alla corruzione che si riflette, più o meno pesantemente, sulla questione sociale del paese. Un’ultima osservazione: l’Unione Europea, che  ha assicurato settanta anni di tranquillità e di pace ai paesi della Comunità, è essa stessa in grave pericolo. E’ bene che cominci a pensare a questo problema, iniziando dalle esigenze della gente e finendo agli utili delle multinazionali presenti nella sua giurisdizione. Se si consolidano certe posizioni di monopolio in determinati settori ( es. nucleare in Francia, metal meccanico in Germania) l’Europa potrebbe tornare, di colpo, alle tensioni degli  anni che precedettero la seconda guerra mondiale quando i potenti facevano  la voce grossa. In Italia la situazione del paese potrebbe tornare quella che era stata  dopo l’unificazione: il Piemonte conquistatore fu costretto a risanare i debiti fatti nel corso delle ventennali guerre di espansione, imponendo tasse dirette sui beni e sulle proprietà di ogni cittadino. Allora dopo la beffa dei plebisciti per la ratifica popolare delle annessioni (il diritto di voto allora spettava a nobili e ricchi ed era oggetto di diretta trattativa col governo) la tassazione diretta piovve sulle case, sui terreni, sul bestiame sui prodotti dell’agricoltura e sulle attività da questa dipendenti (molitura dei cereali, delle olive, panificazione, vinificazione) così come sul  commercio in genere; le tasse erano lievi per i ricchi borghesi del Nord e per i grandi proprietari terrieri del Sud ma insostenibili per tutta la gente dell’ex regno delle due Sicilie. I gravami fiscali  non sconvolsero tanto il Settentrione, partito alla conquista dei gangli vitali dell’economia industriale della nuova nazione, quanto il Sud per il quale  risultarono esosi e insopportabili. L’economia agraria dell’ex Regno delle due Sicilie, nel giro di pochi anni giunse al collasso e subì una depauperazione demografica enorme per le giovani generazioni che si videro costrette ad emigrare, fatto che favorì la consegna delle terre rimaste incolte  agli agrari o alla chiesa. E’ di questi tempi l’affermazione  delle “mafie” di fenomeni di legalità alternativa le quali giorno dopo giorno si inserivano nelle campagne, nelle attività industriali  e commerciali fino a prenderne, illegalmente, il controllo. Il Nord iniziava a correre, il Sud si fermava.

Oggi gli italiani del Sud stanno sperimentando nuovamente  qualcosa del genere; vanno a vivere altrove dopo aver lasciato la propria terra ma non muoiono subito di nostalgia perché sono lontani dalla loro terra. Il paragone  con le ostriche verghiane non mi sembra ora più adeguato. Il Mezzogiorno d’Italia, in questo periodo, sembra essere illuminato dalla luce di questi suoi figli che apprendono le cose degli altri ma le animano con i valori semplici e sani  della loro terra di origine per anni considerata abitata solo da terroni e da mafiosi.  Oggi si dedicano  allo spettacolo, al cinema, alla canzone, agli studi tecnico-scientifici e riescono ad  imporsi, per la loro bravura, in tutta Italia e nel resto del mondo. Inizierà dall’arte dello spettacolo e dalla scienza il rilancio del Sud? Vedremo. Se son rose fioriranno. Io ci credo nella rinascita. E voi ci credete?  Se siamo d’accordo aiutiamoli a resistere e ad andare avanti senza fermarsi.

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