19 – Tu madre dagli occhi preganti (G.D’Annunzio, 1863-1938)

D’Annunzio, famoso per le spettacolari trovate, è stato oggetto di contrastanti pareri a proposito dei suoi scritti. Il sonetto l’ho scelto perché, pur se distante dalla musicalità lirica e da certi fervori oratori ritrovabili in altre opere, a mio giudizio è sentito, bello e intriso di un particolare amore tra figlio e madre. Tema poco esplorato dal poeta vate..

 

Tu, madre, che dai tristi occhi preganti

mi vigilavi pallida nel viso

e per l’onda felice dei miei canti

abbandonata rifiorivi al riso;

tu che le angosce mie tumultuanti,

s’io nel silenzio ti guardava fiso,

indovinavi, e le braccia tremanti

al  collo mi gettavi d’improvviso;

tu che per me in segreto avevi sparse

tante lacrime e rosa lentamente

senza di me languivi di  desio:

Tu non questo credevi! Tu, con arse le pupille,

quel dì, ma pur fidente

nel mio destino, mi gridasti addio.

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