“LUCI E OMBRE” dei referendum

“LUCI EOMBRE” dei Referendum

Gli ultimi referendum mi spingono ad osservare perché gli italiani abbiano disertato le urne. Ho pensato che forse le proposte, anche se meritevoli di qualche attenzione, siano apparse una imposizione di alcune minoranze rumorose e trasversali ai gruppi parlamentari presenti in Parlamento; è stata una trasversalità dirompente alimentata da qualche presenza parlamentare rimasta senza leve di potere che ha costretto anche il primo ministro in carica, Renzi, ad essere indeciso tra il SI ed il NO.

Era evidente come i referendum stessero diventando solo un punto di riferimento per aggregazioni pericolose e diverse dagli schemi organizzativi dei vecchi partiti e che cercavano di trarre vantaggio da problemi contingenti per il proprio tornaconto al fine di conservare adesioni in vista delle elezioni future. Nel frattempo la burocrazia continuava a imperversare in ogni pubblico ufficio; la sanità sempre più si allontanava da un referendum che le aveva consentito di essere vicina agli umili ed ai poveri; la pubblica istruzione, nonostante i proclami degli ultimi governi, perdeva terreno a vantaggio del privato che ora riusciva, senza fatica alcuna, a collocare i suoi eletti ai vertici di imprese; la giustizia, “veloce e precisa” per alcuni, diventava sempre più “lenta e confusa” per altri; il denaro, infine, lasciava l’Italia ed andava alla ricerca di paesi poveri ove produrre a basso costo “le delizie” che la nostra società ricca ed evoluta richiedeva; le religioni d’oltre mare erano pervase da un fondamentalismo violento per niente frenato dalle politiche occidentali o dalle lodevoli iniziative del nostro bravo Papa Francesco, al quale importa più la gente, con i suoi problemi e le sue pene, che il Vaticano per la gestione degli affari.

E allora i referendum vanno eliminati? PER NIENTE! Vanno invece riproposti in lungo ed in largo, in forma chiara e distinta, in progetti ben articolati e di pronta comprensione per essere proposti agli elettori ai quali chiedere l’approvazione o la bocciatura per chiedere il SI oppure o il NO. La nuova normativa costituzionale sui referendum deve essere redatta in modo chiaro ed inequivocabile per impedire il ricorso ai fenomeni di corruzione, alla logica paesana del “ci me tae cu mangiu chiamu Tata” di antica prassi. La regolamentazione dei referendum dovrebbe prevedere la necessaria sponsorizzazione degli stessi da parte di almeno un terzo dei gruppi politici presenti nel Parlamento, di un altro terzo delle Regioni ma anche di una buona percentuale di giovani che abbia compiuto i sedici anni. (Con i tempi che corrono fra qualche anno l’Italia sarà un paese di vecchi e sarà una scelta corretta quella di sentire i giovani sul loro futuro)

 

Giulio Cesare Viva 30/4/2016

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