Ambiente, economia e progresso sociale

Salubrità e rispetto ambientale, sviluppo industriale e commerciale, sono alla base di migliori condizioni di vita per tutti ma anche motivo di preoccupazione per tutta la gente ed per i suoi governanti. Spesso è difficile coordinare insieme tutti questi tre aspetti che interessano le moderne società. Se si tiene conto solo di ciò che inquina e distrugge l’ambiente, si finisce col prevedere, a breve, la fine del pianeta terra; chi a fronte ad una diffusione industriale e ad operazioni commerciali basate esclusivamente sul profitto e sull’incremento dei capitali vede un allargamento della forbice tra ricchi e poveri con pericolose ricadute nel sociale; gli umili, emarginati e privati di ogni possibilità di avanzamento sociale, diventerebbero ingestibili e disposti a tutti. Le migrazioni del passato, come quelle attuali, dovrebbero insegnare a tutti che la gente che muore di fame, da niente sarà fermata così come non furono  fermate le orde germaniche quando invasero l’impero romano. E’ forse ripensando alla loro storia, che i tedeschi di oggi, sembrano i più propensi ad accogliere molti quegli africani che, di questi tempi, sbarcano sulle coste italiane o greche, per poi proseguire altrove.

A fronte a certo ambientalismo populista “senza se e senza ma”, mi viene da pensare alla buona fede di certi suoi predicatori che credono sulla necessità di salvaguardare, meglio di quanto si fa oggi, la natura. Il  loro errore si verifica quando danno alla gente false verità costruite  e diffuse ad arte. (Per esempio quelle che le stesse centrali, in concorrenza tra loro, diffondono – basta pensare ad un annuncio truffaldino che una grande rete di distribuzione dà per danneggiare un’altra che in scaffale ha un prodotto, dalla identica composizione, ma con presentazione diversa)

Spesso i difensori dell’ambiente, per esempio, attribuiscono i danni possibili dell’energia  nucleare ma non  fanno menzione dei vantaggi che può generare e  non spezzano una lancia a favore degli scienziati che hanno individuato cure per liberare la gente da morte sicura; se  la vita media dell’uomo è più lunga, vuol dire che qualche germe in più è stato sconfitto dalla ricerca medico-farmacologica; e se la mortalità infantile non esiste il merito di chi è?; se i prodotti della terra sono sufficiente per tutti, il merito di chi è se non delle tecniche agrarie perfezionate? Ecco perché mi turbano le idee che intendono frenare, sempre e comunque, ogni progresso come dannoso e pericoloso. Si vogliono condannare alla povertà e all’indigenza perenni chi non ha ancora raggiunto il nostro grado di civiltà e di sviluppo?

Anche di questi tempi, nel mio paese al centro del Salento, accade qualcosa del genere. Si dicono tante cose sulle cave di tufo, di un tempo,  e sulle cave d’argilla, d’ oggi ma non si discute sui vantaggi e sulla ricchezza che hanno dato e danno agli abitanti del luogo. Un po’ di verità esiste quando si elencano certi svantaggi ma forse qualche pensiero andrebbe rivolto al passato, per una revisione delle idee esposte. E allora perché non erigere, qui, a Cutrofiano, paese del  Salento, tra i primi per l’estrazione del tufo e per la lavorazione della terracotta, un bel monumento al “cavamonti” ed un altro al “vasaio”? Forse serviranno  a tutti noi per ricordare le nostre origini ed agli ambientalisti odierni un monito a pensare che l’attuale stato del paese è, per una piccolissima parte, dovuto alle persone immortalate nei due monumenti proposti alla memoria di tutti ma alla realizzazione concreta da parte dei discendenti.

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