VOTARE: perchè e come

Tra alcuni giorni si voterà per il rinnovo delle amministrazioni comunali e già ciascuno di noi cerca i candidati da votare; questa sarà forse l’occasione buona per  lasciare da parte il pensare che le elezioni non servano a nulla per cercare  di scegliere chi amministrerà  i  comuni. Si  conoscono “vita e miracoli” dei candidati, le  capacità culturali  e politiche di ciascuno e  perciò la scelta di quelli che meritano la  fiducia è possibile.  Nel  nostro caso il  paese, in proposito, ha bisogno di un’ amministrazione efficiente e capace di aiutare la comunità  a uscire  dall’immobilismo di questi ultimi anni. Voltandoci indietro il comune della terracotta e delle cave di tufo sembra morire: l’espansione edilizia è finita; le case vuote,  in vendita, non si contano perché  non sono richieste ; quelle “popolari” sono state cedute in blocco a privati per impinguare le casse comunali;  nessuno le richiedeva? O altri sono stati motivi della vendita? Le scuole son tornate ad avere pochissimi alunni  e  alcuni edifici vuoti,  in attesa di nuova utilizzazione, sono stati messi a nuovo per restare poi vuoti. E le campagne sono rimaste in mano ai vecchi, ogni giorno un laboratorio di  artigianato chiude così come avvenuto per le vecchie  le cave di tufo, tornate ad essere utilizzate per la cultura di funghi;  si vogliono  chiudere e soffocare ma, in altri luoghi, sono stati appositamente scavati i monti per conservare vino, formaggio, salumi,  frutta, carne, ecc.). L l’agricoltura è stata abbandonata a se stessa e lo sforzo fatto qualche decennio fa per  asfaltare le strade ed elettrificare tutto il feudo è rimasto, in parte, di scarsa utilizzazione per le coltivazioni che  vengono meno per carenza di imprenditoria agricola volitiva ed efficace. Da questo degrado del territorio ne consegue una riduzione demografica perché non c’è famiglia del paese che non sia stata costretta a vedere i  figli partire per andare  lontano da casa, per lavoro, per studio o altro, e la cosa non può non preoccupare. Questa situazione ha origine anche perché le  amministrazioni precedenti hanno  pensato al “proprio particulare” , come diceva il saggio Machiavelli e non al bene comune. Gli edifici pubblici vuoti, ben curati, sono malamente impiegati o addirittura inutilizzati come i  lotti della zona industriale rimasti liberi dopo l’uscita del paese dal consorzio industriale.  Anche i terreni agricoli di qualità sono diventati improduttivi nonostante la  disponibilità di acque sotterrane ed un consorzio agrario rimasto in piedi per le sole tasse e non per i servizi; e  che bei canneti lascia crescere sui bordi dei canali!  Tanto per finire,  la  biblioteca comunale si sposta di qua e di là, ma non ha un bibliotecario” organico”, è rimasta senza nuovi acquisti e senza quelle attrezzature moderne che servono  per la  diffusione della cultura o per la ricerca. Paesi vicini al nostro, in proposito, ci fanno arrossire. Anche la  la raccolta dei bollettini ufficiali  delle leggi italiane, un tempo completa e ordinata, è stata disgregata perdendo  parte del suo valore storico e documentario. E’ forse vero che, ai nostri tempi, la cultura batte altre strade, ma il nostro comune è rimasto al di qua del bene e del male, sdegna la cultura tradizionale ma non sa ancora quale nuova scegliere:  quella   del concreto e del reale o quella del vano e immaginario?

 E’  forse l’ora di tornare a ripensare a tante cose  necessarie,  dando  slancio e  fiducia ad  amministratori, giovani e coraggiosi, in grado di battere nuove strade per aiutare il paese ad uscire dalle secche e dagli intrallazzi di bassa lega. Occorre scegliere persone coraggiose, capaci di intercettare immediatamente  ogni possibilità che i tempi recenti danno per  un futuro prospero e migliore. (www.giuliocesareviva.it)


ATTENZIONE:  

1) SE L’ELETTORE VUOLE DARE DUE PREFERENZE DEVE SCEGLIERE ( per regolamento) : un  UOMO ed  una DONNA. della lista

2) SE INTENDE DARE UNA PREFERENZA DEVE  SCEGLIERE  (per regolamento) :  o  DONNA  o  UOMO della lista

3) L’ELETTO SINDACO,  maschio o donna che sia, non è considerato  nel conteggio delle preferenze finalizzate all’attribuzione dei  maschi o delle donne che dovranno far parte del consiglio

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