I GIOVANI PER GIORNI MIGLIORI

In questi giorni di campagna elettorale per il rinnovo delle amministrazioni locali, in tutta Italia, e pure nel mio paese, se ne sentono di cotte e di crude sulle gestioni della cosa pubblica;  dobbiamo ritenerci fortunati se riusciamo a capire qualcosa in merito a certe  ingarbugliate questioni amministrative perché la chiarezza e la trasparenza non fanno mai fatto parte del DNA degli amministratori del passato. I politici, compresi quelli locali,  sono andati avanti promettendo un’Italia migliore senza disoccupazione, più moderna, più ricca e, al consesso dell’Europa Unita, degnamente assisa. Purtroppo i giorni promessi, non sono venuti; anzi,  soprattutto per i giovani di oggi, sono venuti giorni peggiori che li vedono  costretti, per lavorare e vivere, a trasferirsi lontano dalla propria terra. Da noi sono rimaste le cave abbandonate, le botteghe artigianali senza apprendisti,  le culle abbandonate nei depositi, le case vuote in attesa di acquirenti e,  quel poco di progresso industriale presente in loco, è  insufficiente a dare  benessere a rimasti.  Di  ciò sembra che i politici non se ne siano accorti; erano contenti del ruolo ricoperto e dell’ alto incarico  ricevuto, e quello bastava loro.  Lo stesso avviene in campo nazionale:  promettono  a gran voce ciò che, per altre vie, si riprenderanno silenziosamente.  Gli italiani  però, hanno scoperto il “giogo” ( si, proprio giogo con la g e non con la c) al quale, giorno dopo giorno vengono sottoposti, come animali da fatica, dai governanti d’oggi, ormai senza gli ideali dei vecchi partiti ma attenti solo a quello che il capitale azionario rimetteva loro. Le logiche finanziarie, in quest’ultimo trentennio, hanno coinvolto tutti; comuni e città sono stati attratti dalla ricerca del facile profitto e dalla globalizzazione che, senza pietà, scarica chi indietro rimane. 

Meno male che le giovani generazioni si stiano rivelando più sensibili e attente alla gestione della cosa pubblica. Sono i figli di quelle classi sociali alle quali non è stato mai concesso di accedervi e perciò, con paterna commozione osservo e approvo il loro sforzo che, anche se al di là di quei principi sociali che idealmente mi hanno sempre nutrito, approvo e sostengo il loro impegno per una politica trasparente  e  partecipata che sia di augurio  per i loro figli. 

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