LA COLPA DELL’ETA’

Oggi è convinzione diffusa che la politica italiana sia allo sbando. Ed è forse vero: da quando Craxi nel 1993  fu preso a monetine, tutti compresero che il  PSI era intrallazzato con le centrali economiche dalle quali  era  direttamente finanziato . Pochi ci credettero allora ma nel giro di qualche mese gli italiani vennero adeguatamente informati che  gli altri partiti non erano da meno. Anche il sottoscritto, che quei giorni  era stabilmente residente a  a Bologna città per motivi di lavoro, da socialista, ingenuo, rimase di stucco quando  il segretario nazionale del PCI  in un comizio in piazza Maggior, e  indicando  un manifesto col faccione di Craxi  diceva:” guardate chi voleva cambiare l’Italia!” Allora mi sforzai di pensare  che nel mio partito le cose non andassero come gli altri dicevano ma ancora  non avevo capito fino a che punto i condizionamenti finanziari di incerta e varia provenienza fossero alla base di tutti gli altri schieramenti, compreso quello che andava predicando sulle piazze  la propria assoluta verginità. La politica cambiò di colpo e per anni è andata avanti a colpi di inchieste giudiziarie che hanno accusato  di volta in volta ora Tizio, ora Caio; sembrava come se i problemi sociali di un tempo fossero da risolvere con questa e con quell’altra condanna, e fine politica, di Tizio o di Caio. Dalla pubblicità elettorale scomparvero i voti dei partititi per dare spazio a nuovi e stimati Signori delle politiche locali che venivano, salvo eccezioni, travolti  da scandali e scandaletti locali che erano  denunciati  alla magistratura o erano silenziosamente diffusi  di qua e di là in ambito paesano. Gli anni che stiamo vivendo per molti adulti sono carichi di preoccupazione e di paure perché non sanno quali esempi dare ai loro  loro figli a fronte alla caduta dei vecchi valori propri, a torto o a ragione, nei quali essi, a torto o a ragione si erano immedesimati. Ciascuno finisce con l’avere in mano una bandiera per colpire l’atro e non un vessillo che indichi la volontà per un bene ed una pace duratura. Stanno tornando, qua e là,  le Crociate di medioevale memoria col rischio di nuovi genocidi e diverse nuove volutamente dimenticati.  Speriamo che questa età passa avere il tempo per far capire ai popoli ed ai loro responsabili che le paci durature si fanno tra più persone iguali e non tra chi vince e chi perde.(www.giuliocesareviva.it)

Leave a Reply

  

  

  

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>