VALORE E SIGNIFICATO DEI REFERENDUM

Valore e significato dei referendum
Appena due settime fa, gli italiani hanno chiaramente bocciato col 60% di NO il referendum che era stato proposto agli elettori il 4 dicembre. Molti speravano nella vittoria del SI, ed i presentatori, certamente in buona fede, credevano che un tale risultato sarebbe stato il modo più rapido ed adeguato per far fronte alle incertezze ed ai ritardi legislativi che caratterizzavano la quotidiana inattività del Governo. Gli italiani ora hanno chiesto “forte e chiaro” a tutti i parlamentari, nessuno escluso, di mettere in atto procedure e modi più democratici per coinvolgere tutto il parlamento nella soluzione dei problemi e delle necessità del paese. Al NO vincitore, i suffragi ottenuti dicono che attiene alla loro responsabilità politica l’arduo e difficilissimo compito di garantire la possibilità di governi che tolgano l’Italia dalle secche esistenziali, da una scuola che manda dal sud al nord personale qualificato senza indennità aggiuntive, da una sanità che annaspa e soffre un po’ ovunque. in tutta Italia, poi, fanno sempre male le impreviste emergenze ambientali, le necessità delle ultime generazioni costrette di andare all’estero non tanto per conoscere il mondo quanto per lavorare ed una previdenza che stenta nel controllo delle evasioni e poco sostiene chi ha bisogno di aiuto. A tutto il Parlamento credo che gli elettori, con l’ultimo referendum, abbiano detto di pretendere dai legislatori una revisione della Costituzione che sia scritta in un italiano comprensibile e chiaro a tutti e non interpretabile solo con l’aiuto del bravo linguista Francesco Sabatini.
Stavo per essere sfiorato dal pensiero che nel caso avesse prevalso il SI, nessun dialogo sarebbe stato più possibile fino ai risultati delle “sospirate” elezioni anticipate, ma si è trattato solo di un cattivo pensiero in un momento di sconforto; sono tornato subito sereno e tranquillo nella speranza che tutti i Parlamentari in carica porteranno a termine questa legislatura e lasciando in coda le scelte ed interessi di bottega. Il restante anno della presente legislatura, se ben speso, potrà essere un anno di riconciliazione e di rinascita generale per l’Italia e per i Parlamentari in carica intenti a stilare una NUOVA COSTITUZIONE che conservi il molto di buono della vecchia e introduca le necessarie novità ed adeguamenti che da Aosta a Palermo, da Cagliari a Trento tutti attendono.( www.giuliocesareviva.it)

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