VERSO UNA NUOVA COSTITUZIONE

Alla fine degli anni ’80, gli italiani furono informati bruscamente che i parlamentari  attingevano a “certi pascoli” per trovare sostegno all’attività politica propria e del partito. La Nazione si svegliò da un brutto sogno ed i politici,  per rifarsi della perduta verginità, decisero di cambiare nome ai partiti di appartenenza usando nuovi simboli a dimostrazione del recupero di perduti valori. Nel giro di poco tempo le pagine dei rotocalchi, così come i muri di ogni strada d’Italia, si riempirono dei faccioni sorridenti dei vari esponenti politici che sostituivano ovunque, dopo rumorosi congressi, il vecchio gruppo dirigente . I  “Neosegretari-santoni”  di lungo corso  percorrevano di qua e di là l’Italia per diffondere i nuovi credi e  sembravano dimentichi dei problemi dei giovani,  degli anziani,  dei disoccupati, dei cassintegrati, della scuola, della sanità, ecc.; ora parlavano non di popolo, di cittadini, di operai, di lavoratori, di disoccupati ma solo  di macroeconomia, di crisi bancarie, questioni europee, di crisi internazionali, di invasioni incontrollabili via dicendo. Incontravano i fedelissimi del partito non sulle piazze ma negli hotel, nei teatri,  nei ristoranti intorno a lauti banchetti per  allegre “biccherate” (stavo per dire”bischerate” ). Insomma il clima politico, negli ultimi trent’anni,  è totalmente cambiato e  forse, nei prossimi anni, se la tendenza è quella derivante dal successo del NO al referendum  cambierà ancora in meglio se la nuova costituzione lascerà tutto il buono che c’è,  sostituirà ciò che  riterrà opportuno e si asterrà da abusi antidemocratici dalla istituzione di oligarchie oppressive. Un ultimo suggerimento alla politica: vada a lezione dal professor Sabatini per apprendere il corretto uso della nostra lingua che da qualche tempo sembra essere soffocata da eccessivi barbarismi

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