BENESSERE E DECADENZA NEL MONDO

BENESSERE E DECADENZA NEL MONDO
Quaranta e più anni addietro, frequentavo a Trento un corso di aggiornamento Nazionale per Presidi. Le spese del corso erano in parte a carico del Ministero della P.I. ed in parte dell’A.N.P. (Associazione Nazionale Presidi). Furono due settimane di impegno e di intenso studio ma anche occasione per qualche visita alla città. Molti di noi ne approfittavano per acquistare oggetti ricordo per i loro cari ma non potevano fare a meno di osservare, e con stupore, la perfetta pulizia delle strade, i cestini porta carte, porta rifiuti e porta mozziconi sempre a portata di mano, come anche il silenzio nei locali pubblici ove ci si recava per gustare un caffè annacquato. Il transito delle automobili, poi, era così silenzioso che tutti i motori sembravano elettrici e non a scoppio.
Un giorno, con alcuni colleghi, decidemmo di andare a visitare il mercato settimanale; la prima cosa che colpì tutti noi fu un imprevisto silenzio: nessuno declamava i propri prodotti, i visitatori non venivano importunati mentre girovagavano per “baracche”. Noi del Sud restammo di stucco osservando che quasi tutti i mercanti erano gente di colore, alta, silenziosa, ma scura di carnagione.
Oggi, ascoltando e vedendo ogni giorno quanto si sta verificando in Italia, in Europa e nella vicina Africa mi chiedo: cosa c’è che non va? Perché da noi vi sono queste invasioni che il Veneto già quarant’anni fa favoriva al pari del Piemonte e della Lombardia? E perché la mia Puglia resta ancora terra di emigranti verso l’Europa intera (intellettuali e professionisti, questa volta) ed apre le porte ai diseredati africani e a badanti di varia nazionalità? Perché resistono gli squilibri di sempre tra lavori ben retribuiti e lavori mal pagati ? Saranno sempre le stesse regioni della terra ad essere depredate delle proprie risorse materiali ed umane per consentire a gruppi finanziari senza scrupoli e senza morale di monopolizzare imprese ed attività economiche? Il mondo intero corre forse inconsapevolmente verso un epocale sfascio prima di intraprendere un nuovo corso di civiltà e di benessere? La vita su questa terra troverà mai un equilibrio tra il bene ed il male? Tra povertà e ricchezza? Tra felicità e disperazione? Tra vivere e morire? A queste domande io non so rispondere. (www.giuliocesareviva.it)

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