IL TEATRINO DELLA TV E LA POLITICA

Il teatrino della TV e la politica
Osservavo, alcuni giorni fa, che gli schermi della televisione pubblica e della privata erano monopolizzati, mattina e sera, sempre dai soliti politici e dagli stessi presentatori i quali, da abili domatori, lasciavano la parola e lo schermo ora a Tizio ora a Caio. I gruppi popolari fornivano la cornice degli “arrabbiati”. Le trasmissioni, ultimamente, sembrava avessero come tema essenziale quello del lavoro e degli extra comunitari che, dopo l’accoglienza sulle nostre coste, erano successivamente sistemati di qua e di là per tutta l’Italia. Certamente tali persone fuggivano, ( o erano cacciate?)(o erano importate?) dai luoghi di origine o di grande depressione economica e oppressione politica o religiosa . Questi sembravano essere i motivi per cui erano stati spinti a rischiare la via nelle traversate. Ma possibile, pensavo, che tutte le trasmissioni fossero interessate tanto a tale problema e non anche ad tanti altri che pure la società italiana aveva? Perché solo di tanto in tanto, per non dire mai, si parlava della situazione economica generale? Perché non si cercavano le cause per cui i nostri giovani, bravi ed istruiti, andavano a lavorare all’estero? Perché le culle erano vuote? Perché nei paesi la popolazione diminuiva con ritmi accelerati? Perché tanti disoccupati e tanto lavoro nero per quelli che rimanevano? Perché la popolazione locale era, in tante circostanze, costretta ad avere i diritti spettanti col cappello in mano? Nessuno indagava perché il privato che dava il lavoro assicurava spesso i propri dipendenti per quel minimo che serviva per avere la disoccupazione? Perché ora si gioca allungando o diminuendo le pensioni? Perché al giovane in attesa di lavoro non si concede un reddito di disoccupazione, a tempo limitato, fino a quando non trova un lavoro? Perché alcuni lavori stanno diventando di esclusivo appannaggio di stranieri? Ed infine lo Stato perché non provvede affinché tutte le imprese riconoscano ai diplomati o laureati del pubblico e del privato le stesse possibilità e gli stessi diritti?
Alla fine mi chiedevo: “perché tutti i programmi radio-televisivi costringevano gli italiani ad ascoltare sempre e solo i due o tre politici di gruppi che pur avevano, ciascuno, qualche centinaio di rappresentanti tra deputati e senatori? Come mai non appariva il salentino o il pugliese che avevo votato perché ritenevo una brava persona? Era diventato, una volta eletto, solo e semplicemente una comparsa? Avevo sbagliato a credere un lui”? Certamente ciò non era vero perché non solo io avevo la sfortuna di non sentirmi rappresentato ma anche altri miei compaesani, di orientamento politico diverso, non vedevano i loro eletti e si sentivano, come me, non rappresentati al Parlamento. E allora mi venne subito da pensare: si stanno preparando gli italiani a votare solo la lista senza indicare i preferiti ? Si sta preparando l’avvento di un regime totalitario in cui partiti avranno diritto di vita e morte su tutti i cittadini? SPERIAMO PROPRIO DI NO; IO VOGLIO VOTARE SCEGLIENDO LA LISTA E INDICANDO I CANDIDATI DA ME PREFERITI; Solo così gli eletti saranno quelli veri perché individualmente scelti per rappresentare l’Italia ma anche i pugliesi, i calabresi, i napoletani, i siciliani i laziali, i piemontesi, i toscani, i veneti, i lombardi, i sardi, i lucani, i marchigiani, gli umbri, i residenti all’estero e così via. Saranno così portatori delle esigenze vere e reali della loro terra e non solo di quelli dei gruppi finanziari che sono a capo delle società internazionali e conoscono il valore delle persone in riferimento al loro portafoglio. Speriamo che la nuova legge elettorale esaudisca questo mio desiderio!
Giulio Cesare Viva

Leave a Reply

  

  

  

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>