DIRITTI UMANI E LIBERTA’ OGGI

“L’uomo non è rinchiuso nel gabinetto degli  specchi delle interpretazioni; egli può e deve tentare di aprirsi un passaggio a ciò che è veramente reale; egli deve chiedersi chi egli è, e per fare questo, deve anche chiedersi se Dio esiste, chi è Dio e che cosa è il mondo. L’uomo che non pone più queste domande, diventa privo di criteri e smarrito: Di fatto si sta diffondendo, ad esempio, la tesi secondo cui i diritti umani sarebbero un prodotto culturale giudaico-cristiano e si rivelerebbero incomprensibili e senza fondamento al di fuori di esso. Ma che cosa avviene allora ? Quando l’uomo non può più riconoscere criteri comuni che vadano al di là delle culture? Quando non gli appare più riconoscibile l’unità dell’essere umano ? Non diviene allora inevitabile elevare barriere in cui rinchiudere razze, classi, nazioni? L’uomo che al di là di tutte le frontiere non può più riconoscere nell’altro la sua comune essenza, ha perduto la sua identità. Come uomo è in pericolo. Perciò la questione della verità, la filosofia nel suo senso classico ed originario non è un passatempo delle culture del benessere, che possono concedersi questo lusso, ma una questione di essere  o non essere dell’uomo”. (Intervento del card. Joseph Ratzinger  tenuto il 17 nov. del 1998 nella basilica Lateranense di Roma) -

Il cardinale che allora scriveva, fu Papa col nome di Benedetto XVI dal 2005 al 2013

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