NATALE: tra amore e questione sociale

Fra pochi giorni, chi stava all’estero per lavorare,   tornerà in paese per rivedere parenti e amici.  Tale desiderio   è  forte e  insopprimibile  per coloro che, risiedendo da anni all’estero, vi avevano preso stabile dimora in quei luoghi e pertanto,  col dilatarsi delle assenze,   sentivano  sempre  vivo il desiderio   di   far conoscere ai  propri figli  quei nonni che essi  ricordavano tristi ed immobili  com’erano nelle foto o nelle immagini trasmesse  col telefonino. Nei primissimi giorni del rientro, il paese agli adulti  appariva, però,  più bello:  le  luminarie accese  e le strade piene di gente ricordavano  le serate trascorse in compagnia dei vecchi amici ; la piazza  del paese, però, se  era  bella e pulita era percepita  come  meno accogliente rispetto ai passati tempi. Impressione che si acuiva al massimo quando  si andava per quelle  strade strettissime e quasi impercorribili  dalle  automobili  di grandi  dimensioni anche se ora  nessun artigiano le occupava con  le proprie attrezzature  e gli ambulanti erano scomparsi del tutto.  Ma l’adulto voleva   far vedere ai figli  i luoghi della sua giovinezza,  le casette addossate l’una all’altra con  le piccole cucine  dal caminetto sempre acceso,  con l’annesso giardinetto retrostante e riservato alla stalla , al   pollaio, e alla “cisterna sotterranea” per la raccolta delle acque piovane invernali da utilizzare come potabili nell’estete ventura. Il giovane genitore  mostrava tutto questo  ai giovanissimi  figli  ma lui vedeva tante altre cose : erano la piazzette, luogo dei giochi ;  le stanze  con le volte a botte e con piccoli finestrini in alto,  tanto  ricercate  quando servivano ai  giovani  per  organizzare qualche serata per ballare  al suono gracchiante  degli introvabili grammofoni con i  dischi di vinile a 98 giri. Solo l’illuminazione pubblica era migliorata ma ora  la luce delle lampade sembrava triste: illuminava solo   le   deserte strade e le case signorili del passato ma ora con i portoni e gli  usci sempre chiusi. I  nipoti, giunti  dalle lontane metropoli europee,  avevano l’impressione di trovarsi in un mondo scomparso  che pareva loro ritrovato nell’ andare in giro per i supermercati  e  quando all’uscita trovavano l’uomo nero  che tendeva  la mano,   erano pronti dargli qualcosa.  Non riuscirono a capire perché i tanti clienti locali  non facessero altrettanto;  forse questi ultimi si ritenevano ancora tanto poveri da non poter aiutare, nemmeno a Natale,  chi in silenzio chiedeva l’elemosina???

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