DUE GIORNI PER VOTARE e non uno per sognare

La storia , mi pare di aver letto in qualche libro, è una materia che non ha posto nello spirito di un uomo che ha smesso di interessarsi della politica . Mi era parsa, all’inizio, un battutaccia, ma anch’io,per qualche tempo fa sono caduto nel tranello perchè mi interessavo solo delle cose più belle. I tempi, però, mi hanno riportato ad interessarmi della storia ed a riprendere con passione a studiare le vicende politiche della mia terra ,del mio paese, della mia regione, della mia nazione. Mi son reso conto, o almeno così credo, di tutto quello che sta alla base della vita politica e del perchè certe cose serie non trovano una risposta. La politica sembra essere diventata il mezzo per capire ogni cosa: da ciò che sta alla base di ogni povertà o de3lle violenze ambientali, delle chiacchiere sulle scelte serie e civili a quelle della barbarie sulla cultura, su ciò che si contrappone ad ogni di verità chi proviene da altri.
Che pena mi hanno fatto i giochini e le chiacchiere dei politici per escludersi a vicenda dimenticando la fragilità della gente comune e quella dei poveri, dei giovani senza lavoro e senza prospettive per il loro futuro! Quasi tutti hanno parlato e continuano a parlare di altre cose e proprio oggi, nel corso di una trasmissione televisiva, un esperto di economia e di scienze sociali, non ha avuto lo spazio – per colpa di chi guidava il dibattito – per spiegare ai politici presenti ed a chi guardava allora la TV, le procedure storico-economiche internazionali che condizionavano le scelte dei parlamentari. Alcune delle persone presenti gracchiavano tanto da non far capire agli uditori il pensiero dell’ospite, invitato come esperto.
Tornando al problema della ricerca in una maggioranza stabile e qualificata in virtù dal risultato elettorale, sarebbe cosa utile quella di MODIFICARE LA LEGGE ELETTORALE SOLO IN UN PUNTO:DECIDERE PER L’APERTURA DEI SEGGI ELETTORALI ALMENO PER DUE GIORNI INTERE per favorire, e non per dissuadere, la gente che aveva intenzione di andare a votare.. Solo così ogni elettore avrebbe il diritto a sentirsi rappresentato, ma le ultime due leggi in proposito,, volute da ben individuabili forze politiche che le avevano fatte approvare, sono diventate il male oscuro della loro politica italiana. E’ terminata in Italia l’era delle sezioni di partito gremite di personaggi ritenuti eccellenti e capaci di scegliere! Le monetine scagliate contro Craxi, aprirono gli occhi agli italiani, la politica svelò di colpo i tanti legami che la condizionavano ed i partiti persero ogni verginità operativa. Gli stessi elettori diventarono, di giorno in giorno, più attenti e diffidenti verso, amici e avversari, e nel giro di pochi videro il sorgere e l’affermarsi di altri faccioni ammiccanti sui muri a sostituzione dei vecchi simboli ideali; la falce ed il martello, lo scudo crociato, il tricolore, la fiamma, il sole sorgente non furono più in grado di esprimere un’idea: erano lo specchio del distacco dal modo di pensare degli italiani di un tempo: Qualche sindacato resiste ma non ha più il cordone ombelicale che lo lega a questo o a quell’altro schieramento facilmente individuale e ciò. in parte, si aggiunge nella creazione di un elettorato è disorientato. Un secondo giorno per votare potrebbe dare percentuali più alte e forse più tempo agli elettori per decidere sentendo e vedendo gli altri intenti a fare il dovere di ogni cittadino. Una più consistente e chiara volontà degli elettori darebbe agli eletti più forza e più autostima. Essere eletto come pochissime preferenze è come dire all’eletto: vai e stai sempre zitto.

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