I rischi dell’attuale crisi politica

I Popoli, di solito, sono coinvolti da fatti e da avvenimenti culturali, religiosi, politici, economici, ideologici che causano inevitabili danni oppure migliori condizioni di vita. Gli Italiani, circa 150 anni fa, e poi dopo in un periodo più vicino ai nostri tempi, sono stati costretti a misurarsi con avvenimenti dalle straordinarie conseguenze politiche , economiche e sociali. In questi giorni sembra stia per verificarsi un altro periodo di forte cambiamento che, a distanza di tre mesi, le rappresentanze politiche elette non sembrano ancora essere riuscite a definire. Stanno venendo al pettine i nodi non sciolti dopo l’unità europea ed i legami instauratisi dopo la fine della 2a guerra mondiale.
Le elezioni del 4 marzo scorso hanno, in maniera imprevisata, reso evidente col voto, il malessere che da sempre aveva indebolito il Sud ed aveva rafforzao il potere economico di alcune regioni del Nord che e ambivano di essere le prime della classe nonché la guida di tutta la penisola. Oggi sembra che improvvisamentre una impossibile “coincidenza oppositorum” tra Lega nord e Cinque stelle sia sul punto di definirsi come alleanza indissolubile per governare l’Itali. Purtroppo, come si usa dire qui da noi al Sud, il diavolo fa le pentole ma non i coperchi perchè quanto bolliva nei due pentoloni ha fatto fallire l’intesa per un governo retto dalle regioni del Nord e quelle del Sud. E’ forse l’influenza del terzo incomodo, da individuare nell’Unione Europa che, con la sua potenza economica frena o spinge l’economia delle nazioni aderenti, quando qualcuno non condivide le scelte comunitarie

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