L’impegno della nuova politica: l’IUnità d’Italia

Finalmente,, da ieri, gli italiani hanno un governo da far gestire ai vincitori di una strana campagna elettorale priva dei comizi in piazza che non hanno coinvolto le masse. La scelta è stata è stata incanalata “pochissimo” dalla TV e molto, almeno così io credo, dal profondo sentire di tutta la gente comune che ha scelto di andare a votare piuttosto che rimanere a casa. Tutti coloro che si sono recati alle urne hanno dato il voto a delle semplici ideologie sennza conoscere gli esponenti. Le preoccupazioni sono venute al pettine quando si è trattato di costituire il Governo , quando si è trattato di mettere d’accordo i gruppi politici del Nord col gruppo politico del Sud; ad accordo concluso stanno emergendo le sopite spinte “locali e demagogiche” che calcavano la mano sul “far sentire la propria regione” la prima della classe rispetto alle altre. E allora ecco che il solito Salvini va in Sicilia oggi per farsi vedere e ammirare dai Siculi per la sua grinta autoritaria e pronta alla lotta. E allora, dico io, Di Maio: lascia stare la sua Napoli ed il Sud vai nel Veneto per far capire a quelli che i meridionali, o napoletani, come al Nord si usano denominare la gente del Sud.

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