Gli sbarchi delle masse disperate

Gli sbarchi delle masse disperate in Europa
Oggi i continui e quotidiani sbarchi delle masse disperate, quando non si fermano sulle nostre coste e procedono oltre verso altri paesi dell’Europa, provocano accordi tra gli stati per regolamentare questa invasione. In proposito nel 1920 un filosofo piemontese, un certo Piero Martinetti, perseguitato allora dal fascismo e dalla chiesa, scriveva nel suo saggio dal titolo “Il compito della filosofia nell’ora presente”: “Storici ,economisti, politici vanno a gara nel ricercare le cause prossime e remote degli sconvolgimenti sociali, ma sembrano preoccuparsi appena dei movimenti spirituali profondi, di cui i mutamenti esteriori sono l’indice: e i mezzi da cui attendono la salute, sia la confederazione dei popoli o un nuovo assetto economico, dimostrano chiaramente che si tratta per essi d’un problema politico od economico in cui nulla ha da vedere la filosofia..Tuttavia nella stessa coscienza comune sembra penetrare a poco a poco il presentimento che l’origine del male di ciu soffriamo in qualche modo è in qualche cosa di più grave e più profondo di una semplice questione politica od economica e chiunque sappia scrutare a fondo la realtà sociale con occhio libero da passioni e preoccupazioni tradizionali non può esimersi dal riconoscere che non si tratta soltanto di un pervertimento di organi o di funzioni, ma di una corruzione dell’organismo sociale stesso e in ciò che ha di più essenziale e di più intimo”
Allora si trattava, per i più, di cambiamenti sociali controllabili e di poco conto, ma per le persone più attente e intelligenti,il mondo tutto era in agitazione. Va detto perciò che le società debbono stare attente perchè i mali peggiori non vengono per opera delle anime dei semplici, ma dalle anime degli avidi che credono di conoscere tutto il bene e tutto il male del reale.

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