Idee per il risveglio sociale, politico e religioso

Le vicende politiche dei nostri giorni ci dicono che se in una nazione, in una società organizzata viene meno ogni processo di felice convivenza per il prevalere di gruppi che badano ai propri interessi, in breve tempo tutti ci troveremo a perdere qualcosa: dalla capacità di pensare liberamente a quella di capire quale potrebbe essere il nostro futuro. Le antiche carte ci dicono ancora che nei periodi caratterizzati da un obnubilamento dell’intelletto per lunghi periodi di guerre e di contese civili all’interno delle stesse comunità, sono sempre rimaste nei popoli ferite profonde che nemmeno gli Dei sono stati in grado di interrompere e sanare.(A dirlo con le parola di allora scritte da Virgilio nell’Eneide, (VI, v.376) “desine fata flecti sperare precando” – Non sperare che i decreti divini si mutino con le preghiere – Eneide, VI, v.376). E allora? Per evitare che nei tempi prossimi venturi il nostro paese caschi in un continuo stato di avvilente malessere occorre che gli italiani ritrovino vie più tranquille per una politica economica e sociale che li faccia tornare ad una saggia condotta interna fondata sui principi di giustizia, di verità, di onestà, di interesse per il bene comune senza penalizzare più del necessario coloro che dalle precedenti politiche sono stati coccolati e favoriti. Il bene comune, gli squilibri sociali, le libertà, le ricchezze ed il potere non si ristabiliscono con la violenza rapida e gratuita cercando di togliere, di colpo a tutti quanto hanno conquistato e ritengono proprio; solo attraverso un’opera di convincimento è possibile far capire che nella società moderna, più che nel passato, sarebbero pericolosissime lotte intestine e guerre che certamente, alla fine, non porterebbero felicità a nessuno. I moderni mezzi di distruzione di massa non salverebbero né i cattivi né i buoni.
Da alcuni anni anche le comunità religiose di molte regioni cercano di riportare l’esistenza delle masse a più composti equilibri sociali non rivolgendosi insistentemente a Dio ma al senno degli uomini tutti; e ciò quando si tratti di stati grandi e potenti. Quando si tratta di entità politiche di più ridotte dimensioni allora la serenità può essere raggiunta con interventi più radicali e rapidi. In ogni caso i cittadini dovrebbero respingere i sostenitori che credono che “chi ha avuto, ha avuto e chi ha dato, ha dato”.

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