9 – Mare “mostrum”

 

Un nero naviglio

col suo carico di disperato dolore

e di infelicità,

lascia le sabbie ardenti

e per passare il mare, va.

L’Italia non gioisce

se l’Africa i suoi figli

lontan da sé spedisce;

su vecchi barconi

tanti ne ha caricati

e per passare il mare

verso le nostre coste

violentemente li ha avviati.

[Continua…9 – Mare “mostrum”]

Il lavoro del poeta

8 – IL LAVORO DEL POETA

Il poeta esprime con efficienza

Il mondo ed i modi dell’esistenza:

attento sceglie il verso e le parole,

per meglio dire tutto ciò che vuole.

Scrive, riscrive e poi corregge,

il verso non scorre, il dire non regge;

reimposta il tutto, rifà la rima,

[Continua…Il lavoro del poeta]

Seminatori e mietitori

7– SEMINATORI e MIETITORI

“Chi semina raccoglie”,

recitava un vecchio adagio

dall’atavica sapienza dettato.

L’attuale cultura cittadina

attribuisce oggigiorno

onori e autorità solo

a chi di euro, tanti ne ha,

anche se non sono frutto

di semina e operosità.

A che serve l’amore

A che serve l’amore

 

Dicono i saggi:

I baci, gli abbracci, le dolci parole,

Le belle ricorrenze, le rimembranze care,

amore non sono.

Figlie sono della noia e nulla di più.

L’amore è un sorriso, una speranza che va

A chi, dagli altri, aiuto più non ha.

COME LE CICALE

4 – Come le cicale

Quando il sole tramonta e cala la sera

cantano le cicale. E’ l’ora in cui

il boschetto dei pini sembra avere un’anima,

pare parli con le stelle, con la luna

e discuta anche col pensar mio.

 

All’improvviso una nube bassa e nera,

passa per l’aria, cancella le stelle,

oscura [Continua…COME LE CICALE]

LA COPPULA

2 – LA COPPULA

La coppula, tanti, tanti anni fa,

te ncapu a li furisi,

nun mancava mai.

Se facia sole, la cucuzza refriscava,

se facia friddhu, lu culozzu ccucciava.

La tumenaca poi, pe tutti quanti,

a naddrhra cosa iddrha servia.

la capu, pe lu Signurinu scuperchiava

quando te la chiazza passava.

Accussì facendu, [Continua…LA COPPULA]

4 marzo 2004

Il tempo ormai era scaduto.

C’era poco da aspettare,

il parto si avvicinava

in clinica bisognava andare.

La puerpera ansiosa e tesa,

non collaborava, non spingeva,

tenacemente resisteva,

il parto suo quasi ritardava

pel marito che lontano stava.

Appena vicino l’ebbe.

le forze riprese, gli tornò il vigore

ed alla luce diede

Antonio sano, bello [Continua…4 marzo 2004]